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Socrem Venezia ONLUS - Associazione Veneziana per la Cremazione Cannaregio 5289 - 30131 Venezia - Telefono e fax: 041/5224770 e-mail: associazione@socremvenezia.it |
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La nostra storia Il testo che segue è una sintesi del capitolo sesto della Tesi di Laurea in Storia: "Libertà oltre la morte: realtà nazionale e specificità veneziane nelle origini e nella prima fase di crescita delle Società per la Cremazione (1880 - 1914)" discussa dalla dottoressa Maria Luisa Peraro, nostra associata, nel febbraio 2002, presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Chi desiderasse consultare, per ragioni di studio o per interesse personale, la suddetta Tesi può farne richiesta all'Associazione Veneziana per la Cremazione. La Socrem Venezia dispone inoltre di un archivio riordinato recentemente (2001). L'elenco dei documenti in esso contenuti può essere richiesto prima della consultazione in modo da agevolare la ricerca. Alle origini della Società Veneziana per la Cremazione Il primo importante atto che precedette la fondazione della Società Veneziana per la Cremazione, fu un discorso tenuto all'Ateneo Veneto, il 27 febbraio 1873, dal Dottor Cesare Musatti, chirurgo presso l'Ospedale Civile di Venezia. Il discorso rappresentava una chiara presa di posizione politica, insieme a motivazioni igieniche, argomentazioni medico-legali, precisazioni in merito all'inesistenza di un divieto nei testi sacri, finanche il fiorire dell'arte funeraria nelle antiche civiltà che prevedevano la pratica della cremazione. Insomma, tutte quelle ragioni che militavano a favore del civilissimo rito che si voleva promuovere. Egli concludeva così il suo intervento: "Io dò fine pertanto al mio dire, confidandovi una dolce speranza: che l'Italia nostra, tra le nazioni civili d'Europa, sia la prima ad adottare la provvidenziale riforma, mostrando così anche a chi nol crede, che noi sappiamo allestir qualche cosa di più serio che i carnevali e far qualche cosa di meglio che corrompere chi è già corrotto (...)". Benché le parole di Musatti fossero state estremamente dure, i soci dell'Ateneo decisero di aprire una discussione sulla causa cremazionista, esaminando i costi della cremazione e prestando la propria attenzione al risparmio anche in termini di spazio necessario nei cimiteri, rispetto a quello indispensabile alle inumazioni. Egli tenne il 20 luglio 1876 un'altra lettura all'Ateneo Veneto, incentrando il proprio discorso sugli aspetti inerenti la medicina legale e contrastando dunque le presunte obiezioni di carattere scientifico alla cremazione. Nell'aprile 1878 fu presentata la proposta di alcuni consiglieri comunali perché fosse attivato nel Cimitero comunale un forno crematorio semplicemente facoltativo per l'incenerimento dei cadaveri. Le motivazioni in questo caso facevano riferimento ad argomenti di natura giuridica, cosa peraltro segnalata dal ruolo dell'estensore della proposta: il barone Girolamo Filiberto Cattanei, Presidente dell'Associazione Costituzionale di Venezia. |

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